È indubbiamente il gioco del momento.
Ieri sera ho mandato un messaggio via Xbox Live a Bisboch (Barbich), che era partito con il suo solito The Beatles Rock Band, facendogli notare che “la gente gioca EA”.
E se la cosa è stata abbastanza vera sempre, lo è ancor di più in questi giorni, ovvero dal 2 ottobre (ma anche dal giorno prima) ad oggi, e cioè da quando nelle case di praticamente tutti i videogiocatori appassionati di pallone è arrivata l’ennesima edizione del gioco di calcio targato EA Sports.
Basta accendere la console, andare online, e controllare la propria lista amici. Il titolo più popolare, oggi, è FIFA 10.
Che tra l’altro è migliorato rispetto all’anno scorso, che già era figo e ora è fighissimo, che c’ha la roba del giocatore virtuale e del gioco a squadre online che secondo me è il futuro (seriamente, provate a fare qualche partita interpretando un unico giocatore – vi renderete conto di due cose: che oggi non è ancora forse il caso, ma che la figata si intuisce già, provatelo), che bla bla bla, come hanno detto già migliaia di riviste e siti (su Metacritic i voti vanno al momento dal 90 al 100, con una media di 91 – su PSM è stato assegnato un 9.5 alla versione PS3, su XMU un 9.8 a quella 360).
E che però, diciamolo, è un gioco poco obiettivo.
Scordatevi di fare i 1000 G a FIFA 10 in poco tempo o comunque facendo due o tre cazzatelle.
C’è sia da sudare (non molto, ma un minimo bisogna saper giocare o imparare a farlo), sia da essere tenaci per tirar fuori un buon punteggio da FIFA 10.
Attualmente il mio punteggio è di 165 su 1000. Come mio solito, ho spulciato la lista degli achievement alla caccia di quei due o tre obiettivi fattibili velocemente, ma non ne ho ricavato moltissimo. Ho visitato il negozio virtuale del gioco (5G per un paio di movimenti nel menu), ho segnato 5 gol nell’Arena (altri 5G), ho creato un calciatore virtuale (10G), ho inviato foto e video di un mio replay al sito EA Sports Football World (20G in totale) ed è finita lì.
Ci sarebbero da segnare anche 20 gol nell’Arena (l’obiettivo era segreto e l’ho scoperto in seguito, ma in effetti avrei dovuto immaginarlo, visto che c’era qualcosa di analogo anche in FIFA 09) e da creare e scaricare la propria Gamerface, sempre sul sito EA, ma quest’ultimo è talmente intasato in questi giorni che l’operazione è praticamente impossibile. Mettiamo in caldo, comunque, questi sono punti sicuri.
E poi c’è da faticare.
L’obiettivo più ricco è “Cento di queste partite” (100G) che richiede 100 vittorie in partite classificate online. Un po’ di tempo, per questo, ce ne vuole, considerando che le partite classificate online hanno, per regolamento, i tempi da 6 minuti cadauno. Cadano anche le bolle, se ci si vuole mettere lì solo con l’intento di sbloccarlo.
Il punto, infatti, è proprio questo.
FIFA 10, come dicevo, non è un gioco obiettivo.
È il gioco di un anno, e cioè uno dei giochi che gli appassionati di calcio useranno di più da qui all’uscita di FIFA 11.
E lo faranno non per sbloccare obiettivi, ma per giocarci e basta, perché è bello farlo. Certo, nei prossimi mesi i 1000 ce li si può anche portare a casa (di base, non in meno di 50 ore di gioco, visto che un obiettivo da 50G richiede proprio questo), ma la cosa succederà gradualmente, mentre si gioca all’amore per il calcio.
Amore collettivo, ma anche solitario: un bel po’ di punti si nascondono, infatti, nelle lunghissime stagioni della Modalità Allenatore, da prendere a pizzichi e da alternare alle partite classificate, altrimenti ci si aliena per davvero.
Commentino a parte: strano iniziare Gamerscorie con un gioco poco obiettivo, ma è bello anche così.
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